Approfondimenti
- Le 36 domande che avvicinano due sconosciuti (e cosa non possono fare)
In 45 minuti di domande sempre più personali due sconosciuti si sentono molto più vicini. Non è una formula per innamorarsi: ecco cosa misura davvero lo studio di Aron.
- Il 93% della comunicazione è non verbale? Storia di un numero preso fuori contesto
Il 7-38-55 è la percentuale più citata nei corsi di comunicazione. Viene da due piccoli esperimenti su singole parole, e il suo autore ha chiarito che non vale per la comunicazione in generale.
- Il 95% delle decisioni è inconscio? Indagine su un numero senza fonte
Lo ripetono slide, libri e corsi di neuromarketing, ma nessuno l'ha mai misurato. Come è nato il '95%', come è cambiato passando di mano e cosa sappiamo davvero sui processi automatici.
- L'attenzione del pesce rosso: storia di una statistica che nessuno ha mai misurato
\"Abbiamo 8 secondi di attenzione, meno di un pesce rosso\": lo ripetono convegni e agenzie. Ma la cifra non viene da nessuno studio. Ecco da dove arriva e cosa sappiamo davvero.
- Banner blindness: perché non vediamo ciò che sembra pubblicità (anche quando ci serve)
Dal 1998 a oggi, gli studi di eye-tracking confermano che lo sguardo salta le aree che sembrano annunci. Anche quando contengono proprio l'informazione cercata.
- Brain training: diventi bravissimo nel gioco, non più intelligente
Le app di allenamento cerebrale migliorano le prestazioni nei loro giochi, ma i benefici non si trasferiscono all'intelligenza o alla vita quotidiana. Cosa dicono rassegne, multe e meta-analisi.
- Come rispondi alle buone notizie del partner dice molto della coppia
Esserci nei momenti difficili non basta. Gli studi di Shelly Gable mostrano che anche il modo in cui accogli i successi dell'altro pesa sulla relazione. Ecco i quattro stili.
- Camminare fa crescere l'ippocampo? Cosa ha trovato davvero lo studio sugli anziani
Un anno di camminata a passo svelto ha fatto crescere di circa il 2% una parte dell'ippocampo in anziani sedentari. Lo studio, le repliche e cosa possiamo aspettarci davvero.
- Con la carta si spende di più? Il dolore di pagare e cosa resta dopo trent'anni di studi
In un'asta vera, chi pagava con carta offriva circa il doppio. Il dolore di pagare è un'idea potente, ma repliche recenti ne ridimensionano la forza.
- Cervello destro o sinistro? Perché nessuno di noi è un emisfero solo
Alcune funzioni sono davvero lateralizzate, ma uno studio su oltre mille cervelli non ha trovato persone con un emisfero dominante. Storia e limiti di un'idea molto amata.
- Il cervello rettiliano non esiste: storia di una metafora che vende
Il 'cervello triuno' di MacLean è stato smentito da anatomia ed evoluzione, ma resta la base di molti corsi di neuromarketing. Cosa dice la ricerca e cosa usare al suo posto.
- Il pulsante rosso converte di più? Perché non esiste un colore magico
Il test 'rosso batte verde' gira da anni nei corsi di marketing. Ma la ricerca sul colore è fragile e ciò che conta davvero è il contrasto con la pagina.
- Il countdown finto è illegale: cosa ha deciso l'Antitrust e cosa resta lecito
Un timer che riparte identico non è una furbizia di marketing: è una pratica ingannevole. Le multe AGCM del 2026, la legge e cosa dice la ricerca sull'urgenza.
- Usiamo solo il 10% del cervello? Storia di un mito che non vuole morire
Nessuna area del cervello resta spenta: lo dicono le lesioni, le immagini cerebrali e il conto energetico. Ecco da dove nasce il mito del 10% e perché ci piace tanto.
- Il disprezzo nella coppia: perché è il segnale di crisi da non ignorare
Negli studi di Gottman il disprezzo durante i litigi era tra i segnali più legati al divorzio. Ecco cosa hanno trovato davvero, i limiti di quelle previsioni e come difendersi.
- Fare domande ti rende più simpatico: il potere nascosto del \"e poi?\"
Chi fa più domande, soprattutto domande che riprendono ciò che l'altro ha appena detto, piace di più. Anche agli speed dating. Ecco i dati, i limiti e come usarlo bene.
- La dopamina non è la molecola del piacere: è il segnale della sorpresa
Registrando i neuroni delle scimmie, Wolfram Schultz scoprì che la dopamina risponde a ciò che è meglio del previsto. Cosa dice oggi la ricerca e perché conta per app, prezzi e relazioni.
- L'effetto Mozart: come dieci minuti di sonata sono diventati una leggenda
Uno studio su 36 studenti, un effetto di pochi minuti, poi CD per neonati e libri di successo. Le meta-analisi dicono che Mozart non rende più intelligenti: ecco perché.
- Effetto spaziatura: studiare meno ore di fila e più giorni diversi
Distribuire le sessioni nel tempo fa ricordare di più che concentrarle, a parità di ore. Lo dicono centinaia di esperimenti: ecco quanto distanziare il ripasso.
- Effetto test: perché interrogarsi batte rileggere (anche se sembra il contrario)
Rileggere dà la sensazione di sapere, ma a una settimana chi si è messo alla prova ricorda molto di più. Lo studio classico, le meta-analisi e come usarlo davvero.
- Ego depletion: la forza di volontà non è una batteria che si scarica
Per vent'anni si è creduto che l'autocontrollo si consumi come carburante. Due maxi repliche con migliaia di persone hanno trovato un effetto vicino a zero. Ecco cosa resta.
- I feromoni in spray non rendono più attraenti: storia di una molecola senza prove
I profumi ai \"feromoni\" promettono attrazione chimica. Ma i due composti usati non hanno mai dimostrato di esserlo, e uno studio controllato non ha trovato effetti. Ecco perché.
- Il corso antiphishing non basta per sempre: cosa dicono gli studi sulla memoria della sicurezza
Dopo un corso contro il phishing riconosciamo meglio le email truffa, ma l'effetto svanisce in pochi mesi. Ecco cosa funziona davvero, secondo gli studi sul campo.
- Piaci più di quanto pensi: il liking gap spiegato dalla ricerca
Dopo una conversazione sottostimiamo quasi sempre quanto siamo piaciuti. Si chiama liking gap: ecco gli studi, da dove nasce e come smettere di farsi frenare.
- La memoria non è una videocamera: ogni ricordo viene ricostruito
Basta cambiare un verbo per cambiare il ricordo di un incidente. Dagli esperimenti di Loftus alla riconsolidazione: perché ricordare è ricostruire, e cosa comporta.
- Multitasking: perché chi fa più cose insieme non diventa più bravo a farle
Ci sentiamo allenati a saltare tra chat, mail e video. Ma chi fa più multitasking con i media non è risultato migliore nel cambiare compito, anzi. Lo studio di Stanford, le repliche e cosa fare.
- Il cervello di 40 persone può prevedere il mercato? La storia del neuroforecasting
Da Knutson al crowdfunding, dalla musica pop agli spot antifumo: come l'attività cerebrale di pochi prevede le scelte di molti, e perché serve prudenza.
- Gli opposti non si attraggono: perché alla fine scegliamo chi ci somiglia
È uno dei proverbi più amati, ma la ricerca dice il contrario: la somiglianza, soprattutto di valori e atteggiamenti, predice l'attrazione. Con qualche sorpresa.
- Ossitocina: lo spray della fiducia non funziona, e la storia è più interessante del mito
La chiamano molecola dell'amore e della morale. Uno studio del 2005 la fece diventare spray della fiducia. Una replica preregistrata, con uno degli autori originali, non ha trovato nulla.
- Il piede nella porta: perché un piccolo sì apre la strada a un grande sì
Dalle casalinghe di Palo Alto alle truffe online: come funziona la tecnica delle richieste in sequenza, quanto è forte davvero secondo le meta-analisi e come difendersi.
- Il potere del gratis: perché passare da 1 centesimo a zero ci cambia le scelte
Un cioccolatino gratis batte un tartufo scontato, anche quando la convenienza è identica. Cosa dice la ricerca sull'effetto prezzo zero, e dove si ferma.
- Power pose: due minuti da Wonder Woman non cambiano i tuoi ormoni
Il secondo TED più visto di sempre prometteva testosterone e coraggio in due minuti di postura. Le repliche dicono altro: forse ti senti un po' più sicuro, ma il corpo non cambia.
- Perché 39 euro può vendere più di 34: la scienza dei prezzi che finiscono in 9
Esperimenti su cataloghi reali mostrano che un prezzo in 9 può battere un prezzo più basso. Ecco quando funziona, perché, e quando invece fa danni.
- Lo stesso vino, se costa di più, piace di più? Cosa ha visto davvero lo scanner
Nel 2008 uno studio di Caltech mostrò che il prezzo cambia il piacere di un vino, anche nel cervello. Repliche più grandi oggi invitano alla prudenza.
- I primi secondi di un video predicono il suo successo? Cosa ha visto il cervello prima di YouTube
L'attività del nucleo accumbens nei primi secondi di un video ha previsto le visualizzazioni online meglio dei giudizi dichiarati. Cosa sappiamo e cosa no.
- L'effetto Florida: le parole sulla vecchiaia non ci fanno camminare più lenti
Uno degli esperimenti più citati della psicologia sociale non ha retto alla prova delle fotocellule. Il rallentamento compariva solo quando lo sperimentatore se lo aspettava.
- Un sito si giudica in 50 millisecondi: cosa decide davvero il primo colpo d'occhio
Bastano 50 millisecondi per decidere se un sito ci piace, e quel giudizio regge anche dopo. Lo studio di Lindgaard, le repliche e cosa significa per chi progetta.
- Un decimo di secondo per giudicare un volto: veloci sì, accurati no
In 100 millisecondi decidiamo se una faccia ispira fiducia, e più tempo cambia poco. Ma quei giudizi istantanei sono spesso sbagliati, e pesano su voti, sentenze e appuntamenti.
- \"Bevi Coca-Cola\": la storia della pubblicità subliminale al cinema è un falso
Nel 1957 un esperto di marketing annunciò di aver fatto vendere più bibite e popcorn con messaggi invisibili. Non era vero. Ma il mito, e le leggi che ha ispirato, sono sopravvissuti.
- La regola picco-fine: perché di un'esperienza ricordiamo il momento peggiore e l'ultimo
Un esame medico più lungo ma con un finale più dolce viene ricordato come meno spiacevole. La regola picco-fine spiega come la memoria riassume le esperienze.
- Rinforzo intermittente: perché le ricompense imprevedibili ci tengono agganciati
Dai piccioni di Skinner alle slot machine, dalle notifiche alle relazioni tossiche: cosa sappiamo davvero sul potere del forse, e dove la regola ha dei limiti.
- Scoprire le bugie dal linguaggio del corpo: siamo bravi quasi quanto una moneta
Oltre 200 studi e quasi 25.000 giudizi: in media distinguiamo bugie e verità nel 54% dei casi. Anche poliziotti e agenti fanno poco meglio. Ecco cosa funziona davvero.
- Gli uomini pensano al sesso ogni 7 secondi? I conti non tornano
Ogni 7 secondi vorrebbe dire oltre 8.000 pensieri al giorno. Quando li hanno contati davvero, con un contapunti in tasca, il valore tipico negli uomini era intorno a 19.
- Chi mente guarda in alto a destra? La regola della PNL messa alla prova
È una delle regole più ripetute su bugie e linguaggio del corpo. Uno studio l'ha testata in laboratorio e su video di casi reali: la direzione dello sguardo non distingue chi mente.
- Segui il mio sguardo: perché un volto che guarda il testo ci fa leggere il testo
Nelle pubblicità con un volto, la direzione degli occhi decide dove guardiamo dopo. L'esperimento di Sajjacholapunt e Ball, le repliche e come usarlo senza trucchi.
- Imitare i gesti al primo appuntamento non fa scattare l'attrazione: la sincronia che conta è invisibile
Copiare di proposito i gesti dell'altro è un consiglio classico di seduzione. Ma in un esperimento con appuntamenti al buio l'attrazione si leggeva nel battito, non nei gesti.
- Il sonno consolida i ricordi: cosa fa il cervello di notte con quello che hai imparato
Dormire dopo aver studiato aiuta a ricordare meglio che restare svegli lo stesso tempo. Come funziona la riattivazione notturna dei ricordi, cosa è solido e cosa è ancora in discussione.
- Stili di apprendimento: perché \"io sono visivo\" non ti aiuta a studiare meglio
Quasi tutti gli insegnanti ci credono, ma gli esperimenti non trovano vantaggi nell'adattare le lezioni allo stile di ciascuno. Ecco da dove viene il mito e cosa funziona davvero.
- Un decimo di secondo vale l'8% delle vendite? Cosa sappiamo davvero sulla velocità dei siti
Lo studio Deloitte per Google lega 0,1 secondi in meno a più conversioni. È un'analisi aziendale, ma gli esperimenti controllati di Bing e Google vanno nella stessa direzione.
- Lo zucchero rende i bambini iperattivi? Cosa succede quando né genitori né bambini sanno cosa hanno bevuto
Alle feste i bambini sembrano impazziti dopo torte e bibite. Ma gli studi in doppio cieco non trovano effetti dello zucchero sul comportamento: a cambiare sono le aspettative degli adulti.