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Power pose: due minuti da Wonder Woman non cambiano i tuoi ormoni

Il secondo TED più visto di sempre prometteva testosterone e coraggio in due minuti di postura. Le repliche dicono altro: forse ti senti un po' più sicuro, ma il corpo non cambia.

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Il bagno di un ufficio, cinque minuti prima di un colloquio importante. Una ragazza chiude la porta, allarga i piedi, mette le mani sui fianchi e alza il mento. Resta così, immobile, guardando le piastrelle. Ha visto un video dove una professoressa di Harvard spiegava che due minuti in questa posizione alzano il testosterone, abbassano il cortisolo e ti fanno affrontare le sfide con più coraggio. Il video ha decine di milioni di visualizzazioni. Lo hanno visto manager, studenti, consulenti di vendita.

La ragazza esce dal bagno e si sente un po' meglio. Ma quello che sente viene davvero dai suoi ormoni? E se la posa non c'entrasse niente?

In breve

Nel 2010 uno studio su 42 persone sosteneva che due minuti in una postura "di potere" cambiassero gli ormoni e la propensione al rischio. Una replica con 200 partecipanti non ha trovato effetti su testosterone, cortisolo e rischio. Resta, nelle meta-analisi, un piccolo effetto su come le persone dicono di sentirsi.

🔴 Mito. Gli effetti fisiologici e comportamentali non si replicano, e la prima autrice dello studio originale ha dichiarato di non crederci più.

Da dove nasce il mito

Lo studio originale è di Dana Carney, Amy Cuddy e Andy Yap, pubblicato nel 2010 su Psychological Science (volume 21, pagine 1363-1368). I 42 partecipanti assumevano due pose per un minuto ciascuna: posture aperte ed espansive, come piedi sulla scrivania e mani dietro la testa, oppure posture chiuse, come braccia conserte e spalle curve. Poi gli sperimentatori misuravano il testosterone e il cortisolo nella saliva e proponevano una piccola scommessa. Il gruppo delle pose espansive mostrava più testosterone, meno cortisolo e più propensione a rischiare. Gli autori conclusero che le pose di potere "producono potere".

Il passaggio dal laboratorio al mondo è avvenuto nel giugno 2012, con il TED di Amy Cuddy, "Your body language may shape who you are". Il messaggio finale era irresistibile: fingi finché non diventi davvero così. Secondo Wikipedia, nel 2017 il talk aveva circa 47 milioni di visualizzazioni ed era il secondo più visto nella storia di TED. Nel 2015 è arrivato il libro Presence.

Da lì l'idea si è diffusa ovunque. Nei libri di comunicazione e carisma, come Captivate di Vanessa Van Edwards, che parte dalle osservazioni sugli atleti vincitori che allargano le braccia. Nei manuali di vendita. Perfino nel mondo della sicurezza informatica: Christopher Hadnagy, nel suo libro sul social engineering, racconta di fare qualche minuto di power pose prima di presentarsi sotto falsa identità per un test di intrusione.

Cosa dice davvero la ricerca

Ranehill et al. 2015. Eva Ranehill, Anna Dreber, Magnus Johannesson e colleghi, tra Zurigo e Stoccolma, hanno ripetuto l'esperimento con 200 partecipanti, 102 uomini e 98 donne. Per dare alla posa più possibilità di funzionare, l'hanno fatta tenere tre minuti per posizione invece di uno. Hanno misurato testosterone e cortisolo prima e circa 17 minuti dopo, poi la propensione al rischio, la voglia di competere e la sensazione di potere. Il risultato, pubblicato su Psychological Science: nessun effetto significativo sul testosterone, nessuno sul cortisolo, nessuno sul rischio. L'unica differenza era nella sensazione di potere dichiarata, più alta nel gruppo delle pose espansive (d = 0,34).

La dichiarazione di Carney, 2016. Nel settembre 2016 Dana Carney, prima autrice dello studio originale, ha pubblicato sul suo sito universitario un testo raro nella storia della psicologia. In sostanza: non credo che gli effetti della power pose siano reali. Ha spiegato di aver cambiato idea alla luce delle repliche fallite e di riconoscere, col senno di poi, scelte di analisi flessibili nei dati del 2010. Amy Cuddy ha risposto di avere ancora fiducia negli effetti delle posture sulla sensazione di potere.

Simmons e Simonsohn. Joseph Simmons e Uri Simonsohn hanno applicato agli studi pubblicati sulla power pose la "p-curve", un'analisi che guarda la distribuzione dei valori p per capire se una letteratura contiene un effetto vero o solo risultati selezionati. La loro conclusione: le prove non mostravano un effetto reale.

Il numero speciale del 2017. La rivista Comprehensive Results in Social Psychology ha pubblicato undici nuovi studi preregistrati sulla power pose, curati da Joseph Cesario con Kai Jonas e la stessa Carney. La meta-analisi finale non ha trovato effetti sui comportamenti, ma un effetto sulla sensazione di potere.

Cuddy, Schultz e Fosse 2018. Cuddy ha replicato con una sua p-curve su 55 studi, sostenendo prove solide per il "feedback posturale", cioè l'effetto della postura su emozioni e autovalutazioni. Nota bene: non sugli ormoni.

Körner et al. 2022. La meta-analisi più ampia, pubblicata su Psychological Bulletin, ha riunito 128 studi pubblicati e non pubblicati. Ha trovato un effetto affidabile su pensieri e sentimenti, e nessun effetto su misure fisiologiche come i livelli ormonali.

Il quadro, quindi, è coerente. Gli ormoni non cambiano. I comportamenti misurati, come il rischio, non cambiano in modo affidabile. Le persone dicono di sentirsi un po' più sicure dopo una posa aperta, e questo piccolo effetto si vede in molti studi. Resta da capire quanto dipenda dal fatto che i partecipanti intuiscono cosa si aspetta lo sperimentatore.

Perché il cervello ci casca

Contiene un'osservazione vera. Il corpo esprime davvero le emozioni. Gli atleti che vincono tendono ad allargare le braccia e alzare il petto, anche quelli ciechi dalla nascita, come mostrano gli studi di Jessica Tracy e David Matsumoto citati da Van Edwards. Il salto logico è pensare che, invertendo la freccia, la posa produca la vittoria.

Il meccanismo biologico suona bene. Testosterone e cortisolo sono parole che danno un'aria di scienza dura. Una spiegazione fisiologica, anche se non dimostrata, ci convince più di una psicologica. È un classico neuromito: la biologia usata come garanzia.

Il rimedio è facile e gratuito. Due minuti, nessun costo, nessun rischio. È l'ideale per chi vuole un trucco prima di una prova difficile. Quando una soluzione è comoda, la mettiamo in discussione meno.

La fonte è autorevole e simpatica. Harvard, il palco di TED, una storia personale toccante. Il bias di autorità e l'effetto alone lavorano insieme.

Ci si sente meglio davvero. Il piccolo effetto sulle sensazioni esiste, e ognuno lo prova su di sé. La conferma personale sembra una prova. Ma sentirsi un po' più carichi non è la stessa cosa che cambiare la chimica del sangue o la qualità delle decisioni.

Cosa significa in pratica

Studio e lavoro. Se una postura aperta ti aiuta a sentirti più a tuo agio prima di un esame o di un colloquio, usala: non costa nulla. Ma non aspettarti che cambi il risultato. Ciò che migliora davvero una presentazione è la preparazione: provare ad alta voce, conoscere il materiale, anticipare le domande. Per l'ansia, ci sono strumenti con prove migliori, come rileggere l'agitazione come energia utile, rallentare il respiro, o allenarsi in condizioni simili a quelle reali.

Marketing e formazione. Molti corsi di leadership e vendita usano ancora la power pose come prova scientifica. Se fai formazione, raccontala per ciò che è: un rituale che può aiutare a sentirsi meglio, senza effetti ormonali dimostrati.

Relazioni. Come ti percepiscono gli altri dipende anche dalla postura: una persona aperta e rilassata sembra più sicura. Questo è un effetto sul pubblico, non sui tuoi ormoni, ed è diverso dall'ipotesi originale.

Difesa da manipolazioni. Chi vuole entrare in un edificio sotto falsa identità sa che sicurezza e disinvoltura convincono. Il problema non è la posa: è la nostra tendenza a fidarci di chi sembra sicuro. Nelle aziende, la difesa passa da procedure di verifica che non dipendono dall'aria sicura di chi chiede l'accesso.

Cosa dire al posto del mito. "Una postura aperta può farmi sentire un po' più sicuro. Non cambia i miei ormoni, e non sostituisce la preparazione."

Le domande che ci fanno

Amy Cuddy ha falsificato i dati? No. Non ci sono accuse di frode. Il problema è un campione piccolo e scelte di analisi flessibili, comuni all'epoca. Il caso è diventato un simbolo della crisi di replicazione.

Allora la postura non conta nulla? Conta per come ti vedono gli altri e, un po', per come dici di sentirti. Non ci sono prove di effetti sugli ormoni o sulla propensione al rischio.

Due minuti di posa fanno male? No. Se ti aiutano a calmarti, nessun problema. Il rischio è credere di essere pronti senza essersi preparati.

Perché un effetto sulla sensazione di potere non basta? Perché la promessa era diversa: cambiare il corpo e il comportamento. Un piccolo aumento della sicurezza dichiarata potrebbe dipendere anche dalle aspettative dei partecipanti.

Per approfondire

Fonti

  1. Ranehill E., Dreber A., Johannesson M., Leiberg S., Sul S., Weber R. A. (2015). Assessing the robustness of power posing: No effect on hormones and risk tolerance in a large sample of men and women. Psychological Science, 26(5), 653-656. https://doi.org/10.1177/0956797614553946
  2. Carney D. R., Cuddy A. J. C., Yap A. J. (2010). Power posing: Brief nonverbal displays affect neuroendocrine levels and risk tolerance. Psychological Science, 21(10), 1363-1368. https://doi.org/10.1177/0956797610383437
  3. Simmons J. P., Simonsohn U. (2017). Power posing: P-curving the evidence. Psychological Science, 28(5), 687-693. https://doi.org/10.1177/0956797616658563
  4. Cesario J., Jonas K. J., Carney D. R. (2017). CRSP special issue on power poses: What was the point and what did we learn? Comprehensive Results in Social Psychology, 2(1), 1-5. https://doi.org/10.1080/23743603.2017.1309876
  5. Cuddy A. J. C., Schultz S. J., Fosse N. E. (2018). P-curving a more comprehensive body of research on postural feedback reveals clear evidential value for power-posing effects. Psychological Science, 29(4), 656-666. https://doi.org/10.1177/0956797617746749
  6. Körner R., Röseler L., Schütz A., Bushman B. J. (2022). Dominance and prestige: Meta-analytic review of experimentally induced body position effects on behavioral, self-report, and physiological dependent variables. Psychological Bulletin, 148(1-2), 67-85. https://doi.org/10.1037/bul0000356
  7. Power poses co-author: "I do not believe the effects are real". NPR / KPBS, 1 ottobre 2016. https://www.kpbs.org/news/science-technology/2016/10/01/power-poses-co-author-i-do-not-believe-the-effects-are-real
  8. Van Edwards V. (2017). Captivate: The Science of Succeeding with People. Portfolio. https://www.penguinrandomhouse.com/books/539052/captivate-by-vanessa-van-edwards/
  9. Hadnagy C. (2018). Social Engineering: The Science of Human Hacking, 2a ed. Wiley. https://www.wiley.com/en-us/Social+Engineering:+The+Science+of+Human+Hacking,+2nd+Edition-p-9781119433750