Gli uomini pensano al sesso ogni 7 secondi? I conti non tornano
Ogni 7 secondi vorrebbe dire oltre 8.000 pensieri al giorno. Quando li hanno contati davvero, con un contapunti in tasca, il valore tipico negli uomini era intorno a 19.
Lo si sente dire al bar, nelle battute dei comici, perfino in qualche lezione di psicologia raccontata male: "Gli uomini pensano al sesso ogni sette secondi". Di solito si ride, qualcuno annuisce, qualcun altro alza gli occhi al cielo. Nessuno chiede da dove venga il numero.
Proviamo a fare i conti. Un uomo sveglio sedici ore al giorno ha 57.600 secondi a disposizione. Diviso sette, fa più di 8.000 pensieri sessuali al giorno. Più di otto al minuto. Mentre guida, mentre lavora, mentre parla con sua madre al telefono, mentre legge questo articolo. Se fosse vero, sarebbe difficile fare qualsiasi altra cosa.
Nel 2011 una psicologa dell'Ohio ha deciso di smettere di indovinare. Ha dato a un gruppo di studenti un contapunti da golf e ha chiesto loro di premere il pulsante ogni volta che pensavano al sesso.
In breve
L'idea che gli uomini pensino al sesso ogni sette secondi non ha alcuna fonte scientifica. Quando i pensieri sono stati contati davvero, il valore mediano negli uomini giovani era di circa 19 al giorno, contro circa 10 nelle donne. Con differenze enormi da persona a persona.
🔴 Mito. Il numero non viene da nessuno studio e i dati disponibili sono lontanissimi. Gli uomini, in media, pensano al sesso più delle donne, ma pensano anche più spesso a cibo e sonno.
Da dove nasce il mito
La cosa più sorprendente è che nessuno sa da dove venga. Il sito di verifica Snopes, che si è occupato della questione, non ha trovato alcuna fonte originale. Lo stesso hanno concluso altri verificatori e la rubrica sui miti medici di The Conversation. Il numero circola da decenni, in versioni diverse: ogni tre minuti, ogni otto secondi, ogni quindici secondi. È un dato che cambia a seconda di chi lo racconta, segno tipico della leggenda metropolitana.
Spesso viene attribuito, senza prove, agli studi di Alfred Kinsey. Ma i dati riportati dal Kinsey Institute dicono tutt'altro: circa il 54% degli uomini pensa al sesso ogni giorno o più volte al giorno, il 43% qualche volta alla settimana o al mese, e il 4% meno di una volta al mese. Una cosa molto diversa da otto volte al minuto.
Perché un numero inventato ha avuto tanto successo? Perché conferma uno stereotipo antico: l'uomo come creatura dominata dal desiderio, quasi incapace di pensare ad altro. È una battuta che fa ridere uomini e donne, ognuno per motivi suoi. E ha l'aspetto di un dato: preciso, breve, facile da ricordare. Un numero esatto suona sempre più credibile di un "spesso".
Cosa dice davvero la ricerca
Lo studio della scheda. Terri Fisher, Zachary Moore e Mary-Jo Pittenger, della Ohio State University a Mansfield, hanno pubblicato i risultati nel 2012 sul Journal of Sex Research con un titolo ironico: "Sex on the brain?", sesso nel cervello?
Hanno coinvolto 283 studenti universitari tra 18 e 25 anni, 120 uomini e 163 donne. Prima dell'esperimento ognuno ha compilato questionari e stimato quante volte al giorno pensava a mangiare, dormire e fare sesso. Poi i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: un gruppo contava i pensieri sul sesso, uno quelli sul cibo, uno quelli sul sonno. Ognuno contava solo una categoria. Per una settimana hanno portato in tasca un contapunti da golf e premuto il pulsante ogni volta che il pensiero compariva.
I risultati:
- Sesso. Il valore mediano negli uomini era appena sotto i 19 pensieri al giorno, nelle donne quasi 10.
- Differenze enormi. Negli uomini si andava da 1 a 388 pensieri al giorno, nelle donne da 1 a 140. Nessuna donna ha riportato zero pensieri.
- Cibo e sonno. Anche gli uomini che contavano i pensieri sul cibo ne riportavano di più (circa 18 contro quasi 15), e lo stesso per il sonno (circa 11 contro 8,5).
- Il miglior predittore. Più del sesso biologico contava l'erotofilia, cioè quanto una persona si sente a suo agio con la sessualità. "La frequenza dei pensieri sul sesso dipende da variabili che vanno oltre il sesso biologico", ha commentato Fisher.
Anche il caso più estremo, 388 pensieri al giorno, corrisponde a circa uno ogni due minuti e mezzo da svegli. Venti volte meno dei famosi sette secondi.
Fisher ha fatto notare anche un altro punto: gli uomini non pensano di più solo al sesso. Pensano di più anche ai bisogni fisici in generale. Forse sono più propensi a notare e a riferire questo tipo di pensieri, o forse c'è una differenza più ampia nel modo di prestare attenzione ai bisogni del corpo.
I limiti. Il campione era fatto di studenti giovani, un'età in cui l'interesse sessuale è alto. Contare i pensieri cambia i pensieri stessi: avere un contapunti in tasca può far pensare di più al tema, o al contrario far dimenticare di premere. E non è chiaro dove finisca un pensiero e ne cominci un altro.
Altri dati. La rubrica di The Conversation cita uno studio del 1990, senza indicarne gli autori, secondo cui la frequenza cambierebbe molto con l'età: più alta negli adolescenti, più bassa negli adulti di mezza età. Senza la fonte originale, è un dato da prendere con cautela. Un altro metodo è il campionamento dell'esperienza: si chiede alle persone, in momenti casuali, che cosa stanno desiderando. Wilhelm Hofmann, Kathleen Vohs e Roy Baumeister (Psychological Science, 2012) hanno dato uno smartphone a 205 adulti di Würzburg, in Germania, interpellandoli sette volte al giorno per una settimana. Su quasi 7.800 desideri riportati, i più frequenti erano mangiare, bere e dormire, seguiti da svago, contatti sociali e media. Il desiderio sessuale era tra i più intensi quando c'era, ma non tra i più frequenti. Ed era tra quelli a cui le persone resistevano con più successo.
Perché il cervello ci casca
L'ancoraggio del numero preciso. "Ogni sette secondi" è un numero tondo e specifico. I numeri precisi sembrano provenire da una misura, anche quando sono inventati. È lo stesso meccanismo per cui un prezzo di 19,99 euro ci sembra calcolato con cura.
Lo stereotipo che si autoconferma. Se crediamo che gli uomini pensino solo al sesso, notiamo ogni battuta, ogni sguardo, ogni allusione che conferma l'idea. Non notiamo le ore passate a pensare al lavoro, alla partita, alla bolletta.
La disponibilità. I pensieri sessuali sono emotivamente intensi e, per questo, più facili da ricordare dei pensieri sul pranzo. Quando cerchiamo di stimare la loro frequenza, il ricordo vivido gonfia la stima.
La ripetizione. Una frase sentita cento volte sembra vera. È l'effetto di illusione della verità: la familiarità viene scambiata per credibilità. Il mito dei sette secondi è sopravvissuto proprio perché viene ripetuto, non perché qualcuno l'abbia mai dimostrato.
Un uso sociale. Il mito fa comodo a molti. Giustifica comportamenti ("sono un uomo, è più forte di me"), alimenta battute, semplifica le differenze tra uomini e donne. E ciò che è utile si dimentica di verificare.
Cosa significa in pratica
- Nelle relazioni. Non dare per scontato che il partner "pensi sempre a quello", né sentirti strano se ci pensi molto o poco. I dati mostrano differenze enormi tra persone dello stesso sesso. Parlare apertamente dei propri desideri è più utile di qualsiasi stereotipo.
- Uomini. Se non ti riconosci nel mito, non c'è nulla di sbagliato in te. E se ti riconosci in un estremo, il desiderio frequente non è un problema di per sé: lo diventa se ti fa star male o interferisce con la vita quotidiana.
- Donne. Lo studio mostra che anche le donne pensano al sesso regolarmente, in media una decina di volte al giorno, e con grande variabilità. Lo stereotipo della donna "poco interessata" è altrettanto infondato.
- Educazione e divulgazione. Quando senti un numero preciso sul comportamento umano, chiedi chi l'ha misurato, come e su chi. Se nessuno lo sa, probabilmente non l'ha misurato nessuno.
- Marketing. Il "sesso vende" è un altro slogan più semplice della realtà. L'attenzione si conquista anche in altri modi, e l'allusione sessuale può distrarre dal prodotto o infastidire parte del pubblico.
Le domande che ci fanno
Allora gli uomini pensano al sesso più delle donne? In media sì, circa il doppio nello studio di Fisher. Ma pensano anche di più a cibo e sonno, e la differenza tra individui è molto più grande della differenza tra uomini e donne.
Da dove viene il numero dei sette secondi? Non lo sa nessuno. Non è stato trovato alcuno studio che lo riporti. Viene spesso attribuito a Kinsey, ma i suoi dati dicono altro.
Quanti pensieri sul sesso al giorno sono "normali"? Non esiste un numero normale. Nello studio si andava da 1 a 388 al giorno negli uomini. Conta come quei pensieri si inseriscono nella tua vita, non quanti sono.
Contare i pensieri non falsa il risultato? In parte sì, ed è uno dei limiti dichiarati. Ma anche immaginando un errore grande, i dati restano lontanissimi dagli oltre 8.000 pensieri al giorno del mito.
Per approfondire
- La scheda del quiz
- Illusione di verità
- Ancoraggio
- Euristica della disponibilità
- Gli opposti non si attraggono
- I feromoni in spray non rendono più attraenti
- Falso mito o scienza? Il quiz
Fonti
- Fisher T. D., Moore Z. T., Pittenger M.-J. (2012). Sex on the brain?: An examination of frequency of sexual cognitions as a function of gender, erotophilia, and social desirability. Journal of Sex Research, 49(1), 69-77. https://doi.org/10.1080/00224499.2011.565429
- Medical News Today (novembre 2011). Sintesi dello studio della Ohio State University. https://www.medicalnewstoday.com/articles/238521
- Snopes, "Do men think about sex every seven seconds?". https://www.snopes.com/science/stats/thinksex.asp
- The Conversation, "Monday's medical myth: men think about sex every seven seconds". https://theconversation.com/mondays-medical-myth-men-think-about-sex-every-seven-seconds-4570
- Hofmann W., Vohs K. D., Baumeister R. F. (2012). What people desire, feel conflicted about, and try to resist in everyday life. Psychological Science, 23(6), 582-588. https://doi.org/10.1177/0956797612437426
- Kinsey Institute, domande frequenti sui dati di frequenza dei pensieri sessuali (citate da Snopes e The Conversation).
- Kinsey A. C., Pomeroy W. B., Martin C. E. (1948). Sexual Behavior in the Human Male. Saunders. https://books.google.com/books/about/Sexual_Behavior_in_the_Human_Male.html?id=UJEaAAAAMAAJ